Angelo Bozzola

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Galliate, 1921 – Desana, 2010

Angelo Bozzola si avvicina alla pittura all’inizio degli anni Cinquanta, sperimentando tecniche e materiale in composizioni astratto-geometriche. La forte attrazione per la materia lo porta presto alla scultura, traducendo le sue configurazioni in strutture primarie in ferro smaltato. Nel 1954 aderisce al MAC (Movimento per l’Arte Concreta) fino al 1958, anno di scioglimento del gruppo. Verso la fine degli anni cinquanta, Bozzola porta a maturità il suo linguaggio astratto, inventando la Monoforma trapezio-ovoidale, tratto distintivo di tutta la sua ricerca. Questo elemento diventa un modulo autonomo, declinato dall’artista in una – potenzialmente – infinita varietà di combinazioni, materiali, tecniche e cromie. In questi anni stringe amicizia con Michel Tapié, che lo coinvolge in varie mostre da lui organizzate in Italia e all’estero. Nel 1964, entra a far parte dell’International Center of Aesthetic Research di Torino; l’anno successivo, chiamato dall’architetto Luigi Moretti e da Tapié, aderisce al Manifesto Baroque Ensembliste (insieme a Tadashi Suzuki, Ada Minola, Carla Accardi, Lucio Fontana, Alfonso Ossorio, Giuseppe Capogrossi). La sua ricerca sul modulo trapezio-ovoidale  prosegue per tutti gli anni settanta e ottanta, momento in cui sperimenta anche la tecnica del bassorilievo; viene invitato a numerose mostre personali e collettive e partecipa con successo a vari concorsi per la realizzazione di opere pubbliche e private.

Opere selezionate