Carlo Carrà

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Quargnento, 1881 – Milano, 1966

Carlo Carrà, (Carlo Dalmazzo Carrà), pittore italiano, critico d’arte, scrittore, noto come uno dei firmatari del Manifesto Futurista, sperimentatore di diverse tendenze artistiche, dal Realismo al Divisionismo, dalla Metafisica, al “realismo mitico” degli anni Venti e Trenta, nasce a Quargnento, in provincia di Alessandria, l’11 febbraio 1881. Nel 1910 Carlo Carrà firma il Manifesto dei Pittori Futuristi di Marinetti, insieme a Umberto Boccioni e Russolo. All’appello rispondono Balla e Severini: da qui nasce il futurismo italiano che esprime l’amore per la velocità, la tecnologia e la violenza.

Mentre matura in lui la crisi del futurismo, l’artista entra in un periodo di riflessione e di studio dei classici come Giotto e Paolo Uccello, realizzando nello stesso tempo i suoi primi quadri metafisici. Chiamato alle armi, Carrà viene ricoverato nell’ospedale militare di Ferrara dove incontra i pittori metafisici Savinio, Govoni, De Pisis e De Chirico con il quale inizia una lunga corrispondenza, dando vita con loro alla “Scuola” della pittura metafisica.

Nel 1921, “L’Ambrosiano”, l’importante quotidiano milanese, gli affida l’incarico di critico d’arte, una posizione influente che Carrà manterrà per diciassette anni. Nello stesso anno inizia la terza stagione della ricerca artistica, di Carlo Carrà, il cosiddetto “realismo lirico”, considerata dai contemporanei la stagione della maturità artistica del pittore, “dopo gli errori di gioventù del futurismo e della metafisica”. È il periodo naturalista di Carlo Carrà: i paesaggi diventano il suo soggetto prediletto da ritrarre e, dal 1921 al 1925, dipinge marine in Liguria, laghi e campagne in Lombardia, poi nel 1926 in Versilia, rimane folgorato dai paesaggi luminosi e solitari, le spiagge deserte, i monti sul mare della Toscana ed i capanni abbandonati. Forte dei Marmi, dove giunge nel 1926, diventa la sua seconda patria, vi abita a lungo, ritraendo una Versilia che non esiste più.

Nel 1933 Carrà sottoscrive il Manifesto della pittura murale di Sironi e nel 1941, in riconoscimento della sua arte, viene nominato professore di pittura all’Accademia di Brera. Nel 1962, quattro anni prima della sua morte, al Palazzo Reale di Milano viene allestita una mostra antologica della sua opera. In seguito ad una malattia fulminante, Carrà muore il 13 aprile del 1966.

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