Emilio Vedova

vedova-artista

Venezia, 1919 – 2006

Emilio Vedova nasce a Venezia il 9 agosto 1919. Accostatosi alla pittura da autodidatta, frequenta per un breve periodo la scuola serale di decorazione ai Carmini, a Venezia. Nel 1942 aderisce al gruppo Corrente, cui appartengono anche Renati Birolli, Umberto Vittorini, Renato Guttuso ed Ennio Morlotti. Nel 1946, a Milano collabora con Morlotti al manifesto Oltre Guernica e a Venezia è uno dei fondatori del Fronte Nuovo delle Arti. In questo periodo inizia la serie delle Geometrie nere, opere in bianco e nero che risentono dell’impostazione spaziale cubista. La sua prima personale negli Stati Uniti si tiene alla Catherine Viviano Gallery di New York nel 1951, anno in cui riceve anche il premio per i giovani pittori alla prima Biennale di San Paolo. Nel 1952 prende parte al Gruppo degli Otto. Nel 1955 partecipa alla prima Documenta di Kassel, e l’anno dopo gli viene assegnato il Guggenheim International Award. Nel 1958 esegue le prime litografie. Nel 1959 realizza grandi tele a forma di L denominate Scontro di situazioni, presentate in un ambiente nero creato da Carlo Scarpa alla mostra “Vitalità nell’arte” di Palazzo Grassi a Venezia, e poi allo Stedelijk Museum di Amsterdam. Nel 1960 riceve il Premio per la Pittura alla Biennale di Venezia. Tra il 1961-63 comincia a realizzare i primi Plurimi, quadri/sculture a sé stanti, articolate e movibili, in legno e metallo dipinti. Tra il 1963 e 1965 realizza, a Berlino, i grandi Plurimi Absurdes Berliner Tagebuch ’64 esposti a Documenta III di Kassel. Vedova è invitato, in qualità di direttore, a rinnovare la Internationale  Somerakademie di Salisburgo, dal 1965 al 1969, e poi ancora nel 1988. Nel 1965 e nel 1983 viaggia negli Stati Uniti dove tiene numerose conferenze. Tra il 1975 e il 1986 insegna all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Dalla fine degli anni ’70 sperimenta numerose tecniche e forme, quali i Plurimi-Binari, monotipi, pannelli circolari doppi, e incisioni su vetri di grandi dimensioni. Nel 1995 inizia una serie di oggetti sfaccettati e manovrabili dipinti su legno, denominati Disco-Plurimo. La sua attività espositiva, diradatasi negli ultimi anni, annovera importanti allestimenti nei cui grandi e magnifici spazi la sua eterna vocazione all’”oltre” trovò la degna rispondenza. Nel 2005 l’Istituto italiano di Cultura di Chicago inaugura la mostra “Emilio Vedova” con cicli di piccole opere scelte direttamente dall’artista. La mostra sarà poi itinerante negli istituti di Toronto, Los Angeles, San Francisco e New York. Nello stesso anno inaugura la mostra “Nono-Vedova – Diario di bordo”, all’Auditorium della musica di Roma, che viene poi ripresentata al Teatro La Fenice di Venezia. Espone alla mostra “Informale. Jean Dubuffet e l’arte europea 1945-1970”, nel Foro Boario di Modena. Nel dicembre 2006 inaugura una personale alla Galleria Salvatore Ala a Milano con l’installazione di alcune opere storiche dagli anni cinquanta agli anni novanta. Il 25 ottobre 2006 muore Emilio Vedova; la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova comincia la sua attività.