Enrico Castellani

castellani

Castelmassa, 1930 – Viterbo, 2017

Enrico Castellani nasce il 4 agosto 1930 a Castelmassa, in provincia di Rovigo. Nel 1956 si laurea in architettura all’Ecole Nationale Superieure de la Cambre e, tornato a Milano, lavora con Franco Buzzi fino al 1963. Negli stessi anni espone per la prima volta presso la Galleria Pater di Milano. Sono gli anni in cui conosce Piero Manzoni, Agostino Bonalumi e Lucio Fontana. È il 1959 quando realizza la sua prima opera a rilievo, sviluppando una poetica che sarà la sua cifra stilistica costante e rigorosa. Nello stesso anno, insieme a Manzoni, fonda la Galleria Azimut con sede in via Clerici 12 a Milano che si chiuderà dopo otto mesi e tredici mostre.

Contemporaneamente all’apertura della galleria, Castellani e Manzoni danno vita alla rivista “Azimuth”  che vedrà l’uscita di due pubblicazioni. La rivista ha una forte valenza teorica e pubblica testi d’intellettuali, opere di artisti e poesie, protraendosi nella sua ricerca di un’arte essenziale e concettuale.  Adottando il dipinto monocromo – in dialogo con i coevi Monochromes di Yves Klein e le opere di Fontana – l’artista sfrutta l’incidenza della luce attraverso un sistema di chiodi (o centine o sagome di legno e metallo), invisibili in quanto retrostanti il telaio, che imprimono alla superficie introflessioni e aggetti, ottenendo vibrazioni spaziali e luminose sulla tela. Un espediente che rompe l’apparente monocromia del supporto e lo espande nello spazio. Fedele ai presupposti di “Azimuth” azzera così composizione e policromia tradizionalmente intesi.

Dal 1963 l’artista realizza svariate personali in Italia e all’estero tra cui si ricorda l’esposizione presso la Galleria dell’Ariete a Milano, nel 1961 l’esposizione con il gruppo Zero presso lo Stedelijk di Amsterdam, la presenza nel 1964 alla Biennale di Venezia, la partecipazione al Guggenheim International Award di New York e nel 1965 l’esposizione di una sua “Superficie bianca” al MoMa di New York come parte della mostra internazionale “The Responsive Eye”.

Riceve il premio Gollin nel 1966 grazie all’esposizione a lui dedicata alla Biennale di Venezia. Nel 2010 riceve il Praemium Imperiale (Nobel nel campo delle arti) dalla Japan Art. Dopo un periodo trascorso in Svizzera l’artista si traferisce a Celleno, piccolo paesino in provincia di Viterbo.

CURRICULUM