Valerio Adami

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Bologna, 1935

Valerio Adami nasce a Bologna il 17 marzo 1935. Dal 1954 frequenta l’Accademia di Brera a Milano, sotto la guida di Achille Funi, e nell’anno seguente compie il primo viaggio a Parigi, dove entra in contatto con i pittori Wilfredo Lam e Roberto Sebastian Matta. Negli anni successivi partecipa al Premio Marzotto, vincendolo ex aequo e nel 1959 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria del Naviglio di Milano. All’inizio degli anni Sessanta lavora tra Londra e Parigi, e nel 1964 è presente con una sala personale a Documenta III di Kassel; nel 1967 a New York realizza una serie di tele che esporrà l’anno successivo alla Biennale di Venezia. Dal 1969 tiene personali allo Studio Marconi di Milano; nel 1985 appare una mostra antologica al Centre Pompidou di Parigi. L’esposizione personale più recente, composta di opere appartenenti alla collezione dello stesso artista, è stata inaugurata alla sua presenza il 12 ottobre 2013 a Ravenna, presso il MAR – Museo d’Arte della città.

Inizialmente guidato da una pittura espressionista influenzata dall’opera di Francis Bacon e in seguito da una pittura astratto-gestuale, Adami si pone il problema della figurazione risolta, secondo i moduli della Pop Art americana e in particolare di Roy Lichtenstein, sviluppando una sorta di racconto a fumetti fantastico e ironico dove in interni non personalizzati si dispongono oggetti comuni, assunti come simboli, anche sessuali, della modernità. Lo stile si distingue nell’uso di una materia cromatica in stesure piatte, lisce e continue, dentro le nette recinzioni nere del disegno.